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Istituzione Fondo Sociale Tullio Pench
Data inserimento : 28 ottobre 2018

In seno alla Società Democratica Operaia di Chiavenna è stata espressa la necessità di riprendere una iniziativa un tempo consueta, quella dell'erogazione di borse di studio. Grazie alle donazioni ricevute a tal proposito, si è costituito un fondo sociale intitolato a ricordo di Tullio Pench, figura emerita di socio della S.D.O. e di chiavennasco, al quale attingere per il suddetto scopo. L'iniziativa si ispira al valore della mutualità, ed è aperta alle donazioni che si volessero aggiungere ad incremento del fondo ed a garanzia di una sua prosecuzione temporale. Le erogazioni si vogliono inoltre ispirare al carattere di "prestito d'onore", ovvero incentivare i beneficiari, pur senza alcun vincolo, a contribuire a loro volta all’azione del fondo di solidarietà quando, avviati al lavoro, godranno di un reddito adeguato.

La scelta operata dalla commissione istituita in seno al consiglio della Società Operaia è stata quella di destinare annualmente una borsa di studio di 1000 euro ad uno studente, o studentessa, che si avvia ad intraprendere un corso universitario, considerata l'onerosità di tale percorso scolastico per i residenti in Valchiavenna. I criteri attraverso i quali verrà stilata la graduatoria che decreterà il beneficiario sono riportati nel regolamento stilato dalla commissione. L'erogazione avverrà ogni anno il primo maggio, in occasione della Festa dei Lavoratori, tradizionale appuntamento alla Società Operaia di Chiavenna.

L'iniziativa si va ad aggiungere a quelle aventi lo stesso scopo attivate da Enti Locali e da altre Istituzioni od associazioni, a potenziamento del sostegno al percorso formativo, culturale e professionale, dei nostri giovani.

Le domande possono essere presentate a partire dal 5 novembre, ed entro il 15 dicembre 2018. Il regolamento è pubblicato sul sito della Società Operaia www.societaoperaiachiavenna.it , la modulistica può essere richiesta per mail a societaoperaiachiavenna@gmail.com , oppure ritirata presso ImmOnline Chiavenna, in via Dolzino 47 a Chiavenna, o presso Musica, sempre in via Dolzino a Chiavenna.



FONDO SOCIALE "Tullio Pench". REGOLAMENTO

Per ricordare Tullio Pench, socio eminente della Società Democratica Operaia di Chiavenna e coraggioso difensore della democrazia nella libertà, alcuni cittadini promuovono l'istituzione, nel suo nome, di un FONDO SOCIALE, destinato in primo luogo ad aiutare giovani residenti in Valchiavenna a sostegno del loro percorso di studio.

L'iniziativa si ispira al valore della mutualità, ed è aperta alle donazioni che si volessero aggiungere ad incremento del fondo ed a garanzia di una sua prosecuzione temporale.

Le erogazioni si vogliono inoltre ispirare al carattere di "prestito d'onore", ovvero incentivare i beneficiari, pur senza alcun vincolo, a contribuire a loro volta all’azione del fondo di solidarietà quando, avviati al lavoro, godranno di un reddito adeguato.


Il fondo è gestito in base al seguente regolamento:

  1. L’aiuto è assegnato ogni anno a un/una giovane diplomato/a che frequenti corsi di studio di livello universitario.

  2. Il/la giovane riceverà un assegno del valore di 1000 euro e sarà scelto, con giudizio insindacabile, tra le domande pervenute entro i termini che verranno resi pubblici, da una Commissione composta dai soci della S.D.O. Italo Giudici, Renato Cipriani e dal presidente in carica alla S.D.O. La Commissione potrà, se lo riterrà opportuno, cooptare nuovi membri, ma in modo da risultarne sempre composta da un numero dispari. La Commissione eleggerà al suo interno il Presidente ed il Segretario tesoriere. L'erogazione dell'assegno avverrà in occasione del Primo Maggio, festa dei lavoratori.

  3. I cittadini che vogliano contribuire all'iniziativa potranno versare una somma di denaro sul conto bancario della Società Democratica di Chiavenna, oppure direttamente al Segretario tesoriere della Commissione. Questo allo scopo di alimentare un circolo virtuoso che permetta sostegno a più beneficiari e continuità all'iniziativa.

  4. Il fondo avrà una sua contabilità a garanzia della trasparenza dei flussi finanziari dedicati. L’identità degli assistiti e dei finanziatori del Fondo avranno garanzia di anonimato, se richiesto.

  5. Il contributo sociale sarà messo a bando annualmente a partire dal 2018. Se per ragioni motivate a tale scadenza non si potesse individuare un beneficiario, la Commissione potrà destinare la somma prevista a sostegno di persone o famiglie valchiavennasche in accertato stato di bisogno.

  6. I beneficiari sono:

  • studenti che hanno superato l'esame di maturità nell'anno in corso per il bando avendo riportato una votazione pari o maggiore ad 80/100;

  • che non abbiano avuto debiti formativi negli ultimi tre anni del corso di scuola superiore;

  • che si siano iscritti ad un corso universitario e che al momento dell'erogazione abbiano regolarmente superato almeno un terzo degli esami previsti per il primo anno di corso;

  • che non usufruiscano di borse di studio erogate da altri enti o Istituzioni.


  1. I partecipandi al bando dovranno presentare:

  • fotocopia carta identità;

  • (lettera di presentazione e di motivazione;) … si potrebbe forse farne a meno -

  • Fotocopia del diploma di maturità o dichiarazione equipollente rilasciata dall’Istituto frequentato;

  • certificazione di regolare superamento dell'ultimo triennio di studi rilasciata dall'Istituto frequentato;

  • certificazione di regolare superamento di almeno un terzo degli esami previsti per il primo anno di corso universitario;

  • fotocopia del certificato di iscrizione ad una facoltà universitaria;

  • attestazione ISEE 2018 oppure attestazione ISEE 2019.


TULLIO PENCH, IL PROFETA DISARMATO


Il chiavennasco Tullio Pench (1882 – 1956) fu un esempio di rettitudine civile e di coraggio politico. Laureato in chimica nel 1906, l’inizio della prima guerra mondiale lo trovò, poco più che trentenne, in una fabbrica di Pavia, avviato a una promettente carriera da alcuni suoi brevetti per la tinteggiatura delle pelli.

La fabbrica produceva per l’esercito anche una grande quantità di sacchi a pelo. In guerra il cuoio e le pelli si prestano, sembra, a facili imitazioni, se è vero che le scarpe dei nostri soldati spesso avevano suole di cartone. La fabbrica pavese si propose di fare qualcosa di simile anche con i sacchi a pelo. Ma il giovane Pench si ribellò a una ladreria che definì “egoismo disonesto, ignobile speculazione ai danni dello stato”. Per non rendersene complice denunciò i padroni, fu licenziato e andò in guerra a battersi coi fanti sul Grappa e sul Piave.

Nipote del poeta chiavennasco Giovanni Bertacchi, dal quale aveva appreso l’amore per gli umili e l’avversione per i prepotenti, Tullio Pench era cresciuto nel culto della solidarietà umana, resa operante dalla Società Operaia, e si batteva, con i socialisti, per assicurare ai lavoratori libertà e giustizia sociale. Egli fu un mite. La sua bontà, la sua naturale schiettezza, lo portavano a proclamare in pubblico verità a quei tempi molto pericolose.

Quando il re d’Italia affidò a Mussolini il governo del Paese, Tullio protestò ad alta voce: “Come si può accettare una fede politica come quella fascista che predica la violenza?” Il fascismo gli rispose con la violenza più selvaggia. Nel 1923 una squadraccia, giunta forse da Bellano, gli tese un agguato in piazzetta San Pietro. Lo bastonarono con ferocia, per ucciderlo, lasciandolo a terra in una pozza di sangue. Le cure dei medici e l’amore delle due sorelle lo portarono a una lenta guarigione. Ma fu sempre sorvegliato a vista dalla polizia, sottoposto alle angherie e ai soprusi usuali. Diffide, perquisizioni, prigione. Quattro anni dopo scriveva in un appunto segreto: “Il bastone fascista mi ha con barbarica ferocia maciullato il cervello, e le sevizie poliziesche mi hanno insidiato ogni istante della vita come a un delinquente comune".

Tullio sopravvisse vendendo dei surrogati del caffè prodotti nella sua casa in vicolo del Paterino. Più tardi due suoi brevetti gli permisero di produrre speciali mastici per le ferrovie e l’aereonautica, fabbricati da lui stesso con l’aiuto delle sorelle. Rifiutò sempre di diventare un industriale: “Finirei – diceva – con lo sfruttare il lavoro del mio prossimo e non voglio averne neppure la tentazione”. Ma restò il ribelle di sempre.

Si devono a lui alcune silenziose – ma molto eloquenti, in quegli anni di dittatura – manifestazioni di antifascismo, come la beffa dell’acqua del mercato che ogni sabato scorreva per via Dolzino: un primo maggio, che cadeva di sabato, l’acqua del mercato scese colorata di rosso dal Castello fino a "piazza Canton".

Chiamato a insegnare materie scientifiche nella scuola d’avviamento di Chiavenna, un telegramma del prefetto lo licenziò in tronco con la motivazione: “Perché non iscritto al partito nazionale fascista”. Tullio tirò avanti dando lezioni private agli studenti, poi un amico gli offrì un posto di impiegato in una farmacia chiavennasca.

Il tempo passò fra arresti e intimidazioni finché arrivarono gli anni terribili della seconda guerra mondiale. E venne la disfatta del fascismo, seguita dall’occupazione tedesca dell’Italia centro-settentrionale che impose la repubblica-fantoccio mussoliniana di Salò. Tullio Pench fu tra i non molti che ebbero anche da noi, per tutto il ventennio fascista, il coraggio di dire no, lui profeta disarmato, alla bestia trionfante della dittatura.

Quando sorse la Resistenza fu lui, più che sessantenne, a scrivere di suo pugno l’atto costitutivo del locale CLN, il Comitato di Liberazione Nazionale: del quale restò, fino alla fine del conflitto, l’anima e la guida. Incurante dei rischi, mise la sua scienza nella fabbricazione di timbri e documenti per aiutare i numerosi ebrei giunti da noi nell’estremo tentativo di rifugiarsi in Svizzera, collaborando a organizzare le trafile per portarli di là dal confine; e produsse centinaia di altri falsi documenti per favorire le azioni e il vettovagliamento delle formazioni partigiane. Ricercato dalla polizia fascista dovette darsi alla macchia, rifugiandosi in locali segreti sopra Pratogiano e altrove: ma non abbandonò mai Chiavenna, diventata il suo posto di combattimento.

Tullio Pench fu un moderno uomo di cultura, semplice, modesto, vicino alla gente e ai suoi problemi concreti, animato da un grande rispetto libertario per la giustizia e l’uguaglianza, sempre aperto al confronto delle idee, votato alla tolleranza, che con Bertacchi definiva “civile coesistenza di contrari”. Per apprezzarlo a fondo bisogna leggere il manifesto della Liberazione da lui scritto alla fine dell’aprile 1945 per conto del CLN, nel quale fissava i principi della ricostruzione: coscienza dei diritti ma anche dei doveri, tolleranza religiosa e politica, rinuncia alla violenza (“nessuna vendetta personale, non si possono far rivivere i barbari sistemi della rappresaglia”). E infine un precetto di coraggiosa umanità: “Non dimentichiamo di salutare i morti di tutte le nazioni, i feriti, i prigionieri, i lavoratori forzati, tutte le vittime, amiche e nemiche, dell’immane massacro”.

Questo era il chiavennasco Tullio Pench: perseguitato e vilipeso per oltre vent’anni, nell’ora della vittoria non invocava vendetta bensì ricordava anche gli sconfitti e incitava i suoi concittadini e tutti gli italiani a comportarsi con la saggezza e la dignità degli uomini liberi.




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Sagra dei Crotti alla Società Operaia
Data inserimento : 30 agosto 2018
Sagra dei Crotti di Chiavenna – settembre 2018 – 59esima edizione. La Società Democratica Operaia di Chiavenna è un'associazione di volontariato, nata nel 1862 con finalità di mutuo soccorso e di promozione culturale, tuttora in piena attività. Per la Sagra dei Crotti (domenica 2 settembre a mezzogiorno, 7 sera/8 mezzogiorno e sera/9 settembre mezzogiorno) accoglierà gli ospiti con un servizio di ristorazione presso il giardino della propria sede, nel pieno centro di Chiavenna, logisticamente particolarmente adatto alle famiglie con bambini, che troveranno giochi ludici alla vista dei genitori. Il venerdì sera, per gli appassionati, trippa, o a scelta altri piatti della cucina locale, proposti anche i giorni successivi. I volontari della Società Operaia saranno lieti di illustrarne la ricca storia a quanti interessati, e di farne visitare la sede. Per info sulla Sagra: http://www.sagradeicrotti.it/ Per info sulla SocietàOperaia di Chiavenna: www.societaoperaiachiavenna.it Per informazioni e/o prenotazioni: Massimo 3402643181

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RINVIO SPETTACOLO
Data inserimento : 14 aprile 2018
Causa impossibilità arrivo compagnia (frana), lo spettacolo di questa sera, 14 aprile,  è rinviato a sabato 28 aprile.

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Gino Bartali, eroe silenzioso
Data inserimento : 10 aprile 2018

Verso il 25 aprile.

GINO BARTALI - EROE SILENZIOSO

venerdì 20 aprile - Teatro della Società Operaia di Chiavenna - ore 21

Nel 2013 Gino Bartali è stato dichiarato «Giusto tra le nazioni» dallo Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell’Olocausto, per aver salvato centinaia di ebrei durante la Seconda Guerra mondiale.

Le medaglie sportive te le attaccano sulle maglie e poi splenderanno in qualche museo. Quelle guadagnate nel fare il bene si attaccano sull’anima e splenderanno altrove
(Gino Bartali)

Gino Bartali, a soli ventiquattro anni, incarna il ciclismo eroico degli anni ’30. Protagonista assoluto, ha un grande sogno: vincere Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno.

Ma la Storia, incarnata nel Fascismo, entra prepotentemente a cambiare per sempre la sua carriera: la sua vita sportiva viene piegata ai voleri e alle mire del Duce, che vede in Gino Bartali l’ambasciatore azzurro del fascismo nel mondo…

Ma Bartali non ci sta, ed è qui che inizia la pagina meno nota della vita di Ginettaccio, che aderisce come staffetta alla rete clandestina organizzata dall’arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa.

Una corsa giusta, nella speranza che il mondo cambi e ritrovi il suo senso.

 

Per parlare dell’Italia e degli italiani al tempo del Fascismo, della fatica dello sport e del silenzio delle azioni più coraggiose. Per raccontare la vita di un campione sportivo, ma soprattutto di un uomo che ha scelto da che parte stare.

 

Lo spettacolo racconta questa storia in maniera appassionante e approfondita. Una storia che Bartali  ha sempre tenuto nascosta, perché “il bene lo si deve fare ma non lo si deve dire, che se lo dici si sciupa”.


tratto dal libro La corsa giusta di Antonio Ferrara (ed. Coccole Books)

con Federica Molteni

regia Carmen Pellegrinelli

scenografia Michele Eynard

foto di scena Andrea Crupi – Spazio CAM

produzione Luna e GNAC Teatro

con il sostegno di Edizioni Coccole Books

ingresso 8 euro


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Commedia brillante
Data inserimento : 07 aprile 2018

La compagnia

Nuovo teatro paradiso

di Campodolcino

Presenta

Sabato 14 aprile, ore 21

Presso il Teatro della Società Operaia di Chiavenna

LUI… UNO DI NOI


Commedia brillante in due atti







tratta da un’idea di Felice Scaramella


Ingresso OFFERTA LIBERA


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