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"Il deserto e la neve"
Data inserimento : 20 febbraio 2017

Il deserto e la neve

Una storia vera!


Sabato 25 febbraio – teatro della Società Operaia di Chiavenna


Con Daniele Di Bonaventura e Carlo La Manna.

Scritto e raccontato da:

Carlo La Manna

Diari: Fra Santino, Fra Bulio, Adel, Naziha

Ispirazioni: Pessoa, Agosti.

Musiche: Di Bonaventura / La Manna

Musicista in scena: Daniele Di Bonaventura

Attore in scena: Carlo La Manna

Strumenti: Bandoneon / Contrabbasso /


Nella primavera del 2001, in una piccola frazione di circa 300 abitanti, una coppia di giovani arabi affitta una casa vicino ad un convento di frati francescani. La loro presenza disturba fin da subito la quiete del paese: la comunità, composta solo da contadini e artigiani originari del luogo, non ha mai avuto contatti con “stranieri”, specialmente musulmani, e la nuova famiglia viene isolata.

I frati, Santino e Bulio, osservano con interesse questa nuova situazione e si chiedono come possano far incontrare queste due culture così diverse e apparentemente così lontane. Una mattina, dopo le lodi, decidono di bussare alla porta di Adel e Naziha e, come segno d’amicizia, portano con sé i pomodori e l’insalata che loro stessi coltivano, ma Adel rifiuta ogni dono e gentilmente li invita a non occuparsi di loro.

Dopo qualche mese, la gravidanza di Naziha induce Adel ad avvicinarsi prudentemente a fra’ Santino e fra’ Bulio: la donna ha qualche piccolo malessere e i frati la sanno aiutare con infusi e semplici consigli.

I mesi passano, il parto è previsto per gennaio e nel frattempo Naziha non si è sottoposta a nessuna visita.

La vigilia di Natale, mentre tutti festeggiano e i frati pregano, Adel corre al convento per cercare aiuto: Naziha sta per partorire.

I frati prendono in mano la situazione con calma, si fanno aiutare da alcuni vicini per procurare il necessario.

Ora la casa è piena di gente. Passa la mezzanotte, il travaglio è iniziato, il parto è difficile, ma alle tre del mattino viene alla luce una bambina.

Il padre, i frati e le comari stanno tutt’ intorno e mentre Naziha piange, Mariuccia ricorda che quello è il giorno di Natale e che quella nuova vita, ha spezzato la paura.


Ho vissuto questa storia attraverso il contatto diretto con i protagonisti.

Come mi è stato chiesto, ho alterato i loro nomi ed ho documentato i passaggi chiave dell’evento. Al termine di questa vicenda, all’interno del convento, è stata aperta una piccola moschea: linguaggi differenti che s’intrecciano sulla strada della fede.

Carlo La Manna è musicista, compositore, scrittore, autore teatrale e docente. Inizia a studiare la batteria a sedici anni (perfezionandosi poi in batteria jazz con Giulio Capiozzo, mai dimenticato componente storico degli Area), ma ben presto si rivolge al basso elettrico, suonando in uno sterminato numero di formazioni rock e jazz, tra cui il gruppo sperimentale del chitarrista Andrea Braido. A partire dal 1988 inizia ad approfondire lo studio del contrabbasso classico e del violoncello. In seguito frequenta i seminari di Umbria Jazz e successivamente si dedica alla composizione di musica ambientale. Ha realizzato numerose registrazioni come compositore e musicista spaziando prevalentemente tra la world music, il jazz e la musica etnica e popolare, ha scritto musiche per danza, teatro e documentari. Ha pubblicato numerosi racconti con la casa editrice Pagine di Roma. E' l'deatore dell’innovativo metodo didattico per le scuole dell'Infanzia ed Elementari "Atmosfera Musica Immagine" dedicato alla propedeutica musicale. Ha collaborato e suonato con: Andrea Braido, Corrado Bungaro, Charley Deanesi, Beppe Grillo, Sam Rivers, Compagnia Abbondanza/Bertoni, Arvo Pàrt, Philip Glass, Antonella Ruggiero, Mark Harris, Riccardo Tesi, Giovanni Sollima, Daniele Di Bonaventura, Marco Ambrosini, Gianluca Petrella, Elias Nardi Group, Nazanin Piri-Niri, Vincenzo Zitello, Max De Aloe, Mari Boine, Mark Francombe, Roger Ludvigsen, Snorre Bjerck, Uaragniaun, Trioamaro, Cosmici e tanti altri.



Nato a Fermo (nelle Marche), Daniele di Bonaventura, compositore, arrangiatore, pianista e soprattutto bandoneonista, ha coltivato sin dall’inizio della sua attività un forte interesse per la musica improvvisata pur avendo una formazione musicale di estrazione classica (diploma in Composizione). Le sue collaborazioni spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz al tango, dalla musica etnica alla world music, con incursioni nel mondo del teatro del cinema ("Torneranno i Prati" di Ermanno Olmi) e della danza. Ha suonato nei principali festival italiani ed internazionali. Ha pubblicato più di 50 dischi (tra i quali 19 come solista) per alcune delle più importanti etichette discografiche nazionali ed internazionali tra cui la tedesca ECM. Ha suonato, registrato e collaborato con: Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Oliver Lake, David Murray, Miroslav Vitous, Rita Marcotulli, David Liebman, Toots Tielemans, Lenny White, Omar Sosa, Joanne Brackeen, Greg Osby, Ira Coleman, Dino Saluzzi, Javier Girotto, Cèsar Stroscio, Tenores di Bitti, Aires Tango, Peppe Servillo, David Riondino, Francesco Guccini, Sergio Cammariere, Lella Costa, Ornella Vanoni, Franco Califano, Alessandro Haber, Enzo De Caro, Omero Antonutti, Giuseppe Piccioni, Mimmo Cuticchio, Custòdio Castelo, Andrè Jaume, Furio Di Castri, U.T. Gandhi, Guinga, Mathias Eick, Bendik Hofseth, Pierre Favre e tanti altri. Nel 2003 per l’Orchestra Filarmonica Marchigiana ha composto, eseguito e registrato la “Suite per Bandoneon e Orchestra”. A Marzo 2015 ha pubblicato il cd in duo con Paolo Fresu sempre per la ECM intitolato “In Maggiore” ed in contemporanea il film-documentario “Figure musicali in fuga” del regista Fabrizio Ferraro in cui vengono ritratti i due musicisti durante la sessione di registrazione a Lugano insieme a Manfred Eicher.


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Zona Cesarini
Data inserimento : 09 febbraio 2017

Sabato 11 febbraio – ore 21

teatro della Società Operaia di Chiavenna


La zona Cesarini


Regia: Simone Severgnini

Testo: Filippo Pozzoli e Simone Severgnini


Con Matteo Castagna, Paolo Grassi, Filippo Antonio Prina e Antonio Romelli.


La zona Cesarini è una metafora calcistica che sottende un riscatto avvenuto a tre fischi quasi giunti, figlia illegittima di un'italianissima arte di arrangiarsi e di tempi regolamentari di sofferenza, sacrificio e contenimento. Con la stessa tenacia, quattro personaggi logorati dai tempi che sono si tengono in piedi a vicenda, poggiati al solito tavolino del solito bar su cui annegare i pensieri e le angosce della vita quotidiana nel tifo sguaiato per la propria squadra di calcio. Proprio il calcio, quando il loro equilibrio di un castello di carte sembra sfaldarsi del tutto, fornisce l'assist per la svolta della vita. Il gol in rovesciata in cui ormai non spera più nessuno, da segnare all’ultimo minuto, prima che risuonino i tre fischi di una vita da panchinari in una squadra di bassa provincia. La zona Cesarini è una commedia dolceamara, un non troppo tacito tributo a quelle pietre miliari della storia cinematografica italiana posate da maestri immortali quali, ad esempio, Monicelli e Totò. Si mette in scena una “banda degli onesti” nella Brianza del ventunesimo secolo, con tutto il suo cinismo e la sua disillusa disperazione – ma anche un’incantata e creativa speranza.



La Compagnia Il Giardino delle Ore è stata fondata nel 2011 da un gruppo di attori professionisti legati al territorio erbese, desiderosi di sviluppare a Erba un centro di interesse e di ricerca teatrale, con un suo pubblico interessato, formato ed educato all’attività teatrale. I componenti della compagnia sono tutti reduci da percorsi di alta formazione sull’attore nei maggiori centri europei (Laboratorio attorale permanente di Quelli di Grock (Milano), Manchester University, Glasgow University (United Kingdom), Odin Teatret (Holstebro, Denmark), il cui scopo primario è quello di rafforzare la rete tra le molte realtà già operanti nel sociale e nell’arte sul territorio, facendo si che la cooperazione renda visibile le molte realtà  associative che si frammentano sul territorio.



Ingresso: euro 15 – ridotti (soci Società Operaia e studenti) 12 euro



https://www.facebook.com/Società-Operaia-di-Chiavenna

www.societaoperaichiavenna.it




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A teatro in Societą
Data inserimento : 01 febbraio 2017

A teatro in Società – tre domeniche per bambini e famiglie.

Teatro della Società Operaia di Chiavenna


Tre domeniche dedicate ai bambini dai 3 agli …......... anni, genitori e figli a teatro per rivivere l'esperienza e l'emozione dello spettacolo dal vivo. E' la proposta della Società Operaia di Chiavenna, incentivata dal gradimento dell'edizione della rassegna dello scorso anno. Narratori che animano burattini, attori che come loro guidano nell'infinito universo dell'immaginazione, questa la premessa ad un'iniziativa volta a stimolare la creatività innata nei più piccini, ma non solo............


Domenica 5 febbraio

LUNATICA

un'idea di Scarlattine Teatro


Con te la luna è buona,mia seria bambina,
se cammini, cammina
e se ti fermi tu si ferma anche la luna, ubbidiente lassù.
È un piccolo cane bianco, che tu tieni al guinzaglio,
è un docile palloncino che tieni per il filo,
andando a dormire lo leghi al cuscino,
la luna tutta la notte sta appesa sul tuo lettino.

Gianni Rodari

Questa è la storia di Lunatica che ci racconta del suo sogno: vuole dormire sulla luna e da lassù osservare il mondo che cambia. Come un nuovo Gurdulù, lo scudiero del Cavaliere Inesistente di Italo Calvino, anche Lunatica si lascia “diventare “quello che incontra: uccello, vento, bolla di sapone, aereo e in fine la luna stessa. Una storia tira l’altra e attraverso i voli pindarici che solo i bambini riescono a fare, ci lasciamo incantare dalla leggerezza dei gesti, dalle parole in rima e dai pochi oggetti in scena riuscendo ad ingannare la forza di gravità, tutti con il naso all’insù, più leggeri di prima e di certo più vicini alla luna.



Domenica 19 febbraio

LE AVVENTURE DI PINOCCHIO

SPETTACOLO DI BURATTINI

Compagnia Il cerchio tondo

 

Uno spettacolo nato con l’intento di essere fedele al testo originale di Collodi, per immergerci attraverso il burattino in un mondo epico, pieno di sfumature, di colpi di scena, di incontri.

La storia di Pinocchio trae origine dal legame atavico dell’uomo con l’albero e attraverso questo con il dualismo terra-cielo, corpo-anima.

Il pezzo di legno che diviene burattino per mezzo della mano dell’uomo, diventa testimone di un percorso di trasformazione: la crescita del burattino che diventa bambino ma anche quella dell’uomo che da animale istintivo giunge ad essere compassionevole.

La storia è ambientata in una grande baracca di legno, con due animatori, fondali ispirati a quadri di Van Gogh, burattini di legno in stile con il racconto.

Lo spettacolo nella prima parte è incentrato sulla nascita di Pinocchio e sulle sue esperienze interiori, rappresentate nell’ambiente casa. Poi  Pinocchio attraverso la fuga scopre il fuori, i personaggi si moltiplicano, gli ambienti cambiano. Il ritmo diventa incalzante e la trasformazione coinvolge persino la baracca, per giungere  all’epilogo con finale a sorpresa.

I personaggi già noti a tutti i bambini vengono attesi e riconosciuti, come in un rito che diviene catarsi.

“C’era una volta... ... un re! direte voi. Eh no!  Avete sbagliato, c’era una volta un pezzo di legno...”



Domenica 5 marzo

MAGO MAGRINO E GLI ANIMALI MAGICI.

Messo in scena dalla compagnia C'è un asino che vola.



La storia narra di Zefirino, unico maschio di 7 gemelli, il più simpatico e ribelle tra i fratelli. Un bel giorno, il nostro piccolo protagonista, Incurante di ogni pericolo e ammonizione, lascia la famiglia e va a cercare fortuna.
Dopo varie peripezie Zefirino incontra Magrino,
uno strampalato mago che gli regala gli animali magici custodi di oro e pietre preziose. Sulla sua strada, però, irrompe Perfidus, il mago cattivo che con la magia e l'inganno cerca di rubargli tutta la sua fortuna. Ce la farà Zefirino a sconfiggere il mago Perfidus e a tornare a casa dalla madre e dalle sorelle?
Questa storia, ispirata alle fiabe popolari raccontate ne
“Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile, ripercorre l'eterno desiderio dei bambini di trasgredire le regole familiari e mettersi alla prova con se stessi e i propri limiti. Sono i genitori che con le loro paure, a volte, limitano le esperienze dei propri figli, proteggendoli eccessivamente.
Ma Zefirino ci dimostrerà che anche da solo ce la può fare...


Spettacoli alle ore 16

Ingresso 5 euro


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Rassegna teatrale 2017
Data inserimento : 07 gennaio 2017

Società Democratica Operaia di Chiavenna


RASSEGNA TEATRALE 2017


La Società Democratica Operaia di Chiavenna ripropone, dopo il gradimento di pubblico del 2016, una breve rassegna teatrale, ancora improntata all'arte della narrazione.

Si apre, il 21 gennaio prossimo, con un omaggio a Dario Fo, drammaturgo e attore, nonché Premio Nobel per la letteratura. Portato in scena da Mario Pirovano, riconosciuto da Dario Fo come uno dei migliori interpreti delle sue opere, “Mistero buffo”. Considerato universalmente il capolavoro di Dario Fo, in Mistero buffo vediamo le più famose giullarate nate nei mercati, nelle piazze, nei cortili e qualche volta addirittura dentro le chiese del medio evo. Uno spettacolo grottesco, un mezzo di espressione popolare ma anche di provocazione e di agitazione delle idee.
La lingua in cui le giullarate vengono recitate, il grammelot, è un particolare insieme di dialetti delle regioni settentrionali e centrali dell’Italia, una lingua sempre perfettamente comprensibile grazie alla forza della gestualità che accompagna la narrazione.

Si prosegue l'11 febbraio con “Zona Cesarini”, spettacolo messo in scena dalla compagnia Il giardino delle ore, una commedia dolceamara, un non troppo tacito tributo a quelle pietre miliari della storia cinematografica italiana posate da maestri immortali quali, ad esempio, Monicelli e Totò. Si mette in scena una “banda degli onesti” nella Brianza del ventunesimo secolo, con tutto il suo cinismo e la sua disillusa disperazione, ma anche un’incantata e creativa speranza.

Si chiude venerdì 24 febbraio con “Il deserto e la neve” di e con Carlo La Manna, accompagnato in scena dalla fisarmonica di Daniele Di Bonaventura, lavoro di grande attualità, che narra una storia di immigrazione, vera, umana e coinvolgente, emblematica dell'impatto e del confronto di culture diverse.

La rassegna è organizzata dalla Società Operaia di Chiavenna in collaborazione con Teatro Invito di Lecco, Ambria Jazz Associazione Culturale e associazione Alpiinscena, e si giova del patrocinio della Comunità Montana della Valchiavenna e del Comune di Chiavenna.


Biglietti: 15 euro a spettacolo – Ridotti 12 euro (soci Società Operaia e giovani sotto i 20 anni)

Abbonamento ai tre spettacoli: 36 euro – ridotti 30 euro.

Prevendita presso Musica di via Dolzino a Chiavenna (diritto 1 euro).


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Mistero buffo
Data inserimento : 30 dicembre 2016

Sabato 21 gennaio 2017 – ore 21

Mario Pirovano in

Mistero buffo”

di Dario Fo

teatro della Società Operaia di Chiavenna


Mistero buffo è il capolavoro di Dario Fo, in cui vediamo le più famose giullarate nate nei mercati, nelle piazze, nei cortili e qualche volta addirittura dentro le chiese del medio evo. Uno spettacolo grottesco, un mezzo di espressione popolare ma anche di provocazione e di agitazione delle idee.
La lingua in cui le giullarate vengono recitate, il grammelot, è un particolare insieme di dialetti delle regioni settentrionali e centrali dell’Italia, una lingua sempre perfettamente comprensibile grazie alla forza della gestualità che accompagna la narrazione.

Mario Pirovano è l’erede teatrale del Maestro Dario Fo, che gli ha affidato il suo repertorio.

Biglietti: euro 15 - ridotto euro 12 (soci Società Operaia e minori under 20)

Abbonamento stagione (tre spettacoli): euro 36 - ridotti euro 30

Prevendita presso "Musica" di via Dolzino a Chiavenna (diritto 1 euro)


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