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Data inserimento : 03 marzo 2015

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA 

 COMITATO PROVINCIALE DI SONDRIO

  Lungo Mallero Diaz,18 – tel.0342 562400 – anpisondrio@libero.it

 

 

L ‘ANPI denuncia con forza il nuovo raduno di estremisti di destra in Val Chiavenna Si tratta di un chiaro attacco ai territori che più si  sono spesi nella guerra di Liberazione. Chiama alla protesta corale tutte le forze democratiche.

Per la seconda volta in quattro anni, la Val Chiavenna viene ad essere turbata nella sua tranquillità democratica dalla presenza, per ora solo annunciata, di organizzazioni estremistiche dell’estrema destra. Quattro  anni fa, segnalato in modo subdolo e coperto, da una insegna che riportava dei lupi grigi, riuscirono ad insinuarsi nella zona di Samolaco  ove furono accolti da un incauto parroco alcuni aderenti all’organizzazione estremistica di destra “Lealtà  Azione”, di stampo neofascista o neonazista. In quell’occasione, pienamente consapevoli del danno alle istituzioni ed ai democratici che derivava dall’intrusione, spedimmo una lettera aperta al Prefetto, al Questore, al Presidente della Provincia, al Sindaco di Samolaco,  alla diocesi di Como per denunciare lo scempio di democrazia che si stava compiendo e per impedire il raduno. La lettera venne siglata da noi ,e dall’ARCI, dalla CGIL,dalla CISL, dall’Acli, dal Centro Rigoberta Menchù, dal PD, da  Sel e da Rifondazione Comunista.

In questo caso sappiamo che è in  circolazione  un manifesto nel quale si parla di “ Cavalcare le vette” in val Chiavenna l’11 e 12 aprile 2015, presumibilmente nella zona di Piuro e poi di notti in rifugio, letture dalle vette, incontri comunitari e, per chiudere, di montagna e militanza. Le sigle che chiudono il manifesto sono quelle di “Lupi delle Vette” e di “La Muvra”, entrambe organizzazioni di estrema destra, la seconda associata a Casa Pound. La stampa locale, con “La provincia” ha già stigmatizzato l’iniziativa, con un articolo ben circostanziato e preciso. Altre forze democratiche, dal Sindaco di Chiavenna a quello di Piuro, dal Partito Democratico chiavennasco e da Sel, hanno espresso il loro sdegno e la loro contrarietà all’iniziativa su “Centro Valle”.

A questo punto, abbiamo il dovere di richiamare tutte le istituzioni ad una rigida osservanza democratica e ad una attenta vigilanza. La Val Chiavenna è un territorio decisamente democratico ed antifascista che, per il suo passato, non si riconosce certo in organizzazioni estremistiche, tanto meno di estrema destra. Abbiamo il dovere di ricordare  che la città del Mera ha dato i natali a Giovanni Bertacchi, a Giulio Chiarelli, A Febo Zenon, alla prima Società 0peraja della Provincia. Chiarelli, volontario in Spagna con i garibaldini, scontò il confino, Zenon venne condannato dai tribunali fascisti. Durante la gloriosa lotta partigiana, tutta la zona dovette subire ripetuti massicci attacchi da parte di ingenti forze repubblichine, pari a 500 uomini, e tedesche per 200 unità. Gli scontri furono molti, alcuni, come quelli sull’Angeloga e nella Val di Lei, duri ed aspri con diverse perdite di vite umane. Il rispetto dei caduti della insensata guerra scatenata da Mussolini e da Hitler, che produsse oltre 60.000 di morti; il rispetto per quanti si ribellarono alla dittatura fascista e fecero la guerra di Liberazione portandosi dentro i valori della democrazia, della libertà, della pace, c’impone di chiedere ancora alle istituzioni di far rispettare il dettato costituzionale per il quale: ”E’ vietata la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. E, in aggiunta, quanto affermato recentemente dalla Corte di Cassazione che stabilisce”  Anche il semplice saluto romano costituisce un reato.” c’impone di non passare sotto silenzio questa seconda sgradita intrusione. Insomma, in Valtellina e Val Chiavenna, le popolazioni sono decisamente antifasciste e democratiche. Lo attestano la partecipazione alla guerra di Liberazione, con la massiccia presenza del clero locale. Valtellina e Val Chiavenna sono portatori di  una lunga storia fatta di libertà e di democrazia solo interrotta con la forza dal fascismo. La Costituzione, nata dalla Resistenza, riconosce giustamente a tutti la libertà di parola, di espressione, di associazione. A tutti, con una sola eccezione. Tale libertà non può essere concessa a chi la libertà ha tolto per venti lunghi anni agli altri, come specificato nella legge fondamentale dello Stato. Inoltre le leggi Scelba e Mancino traducono in norme più specifiche il dettato costituzionale, confermato dalla sentenza della Corte di Cassazione ricordata.

Ci sentiamo compartecipi, con tutti i chiavennaschi e con le loro strutture democratiche, e ci dichiariamo pronti a respingere questo attacco condotto verso territori nei quali la presenza partigiana fu più forte. Non dimenticando la medaglia d’argento al valor militare per la Resistenza assegnata dal Presidente della Repubblica alla provincia.

Se, nonostante le ripetute prese di posizione delle forze democratiche, l’11 e 12 aprile vedrà la presenza illegittima di  questi sgraditi ospiti in Val Chiavenna, saremo costretti, nostro malgrado, a pensare a forme di denuncia e di lotta diverse.

                   Sergio Caivano

                                                                    Presidente Provinciale


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