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Il Barbiere di Siviglia
Data inserimento : 10 ottobre 2016
Sabato 15 ottobre - ore 21

IL BARBIERE DI SIVIGLIA


Torna a grande richiesta l'opera lirica organizzata dall'Orchestra Antonio Vivaldi al Teatro della Società Operaia. Dopo i successi dell'Elisir d'amore e della Traviata degli scorsi anni, quest'anno è la volta del Barbiere di Siviglia, capolavoro buffo rossiniano. A dirigere cantanti, orchestra e coro sarà sempre il giovane direttore valtellinese Lorenzo Passerini, legato da sempre alla città di Chiavenna. La produzione vede la regia di Elena D'Angelo; scenografia e costumi a cura di Grandi Spettacoli. Enrico Maria Marabelli interpreterà Figaro e Marta Leung canterà Rosina. Nel ruolo del Conte l'ormai noto al pubblico chiavennasco Livio Scarpellini, in Don Bartolo il baritono Alberto Bianchi Lanzoni, in Don Basilio il buffissimo Giovanni Guerini. I due promettenti e giovanissimi Andrea Civetta e Serena Erba concludono il prezioso cast nei ruoli di Fiorello e Berta. Ad accompagnare l'Orchestra Antonio vi sarà il coro "Circolo delle Quinte" preparato da Ilaria Taroni. L'evento, sostenuto dal Consorzio BIM dell'Adda vedrà un costo del biglietto (posto unico) pari ad €10: possono essere acquistati i biglietti la sera stessa oppure in prevendita presso i negozi Vanradio Morbegno di via Vanoni oppure Musica Chiavenna di via Dolzino.


Segue una brevissima presentazione dell'opera, per introdurre il pubblico nel meraviglioso capolavoro rossiniano.

Atto I

Il Conte d'Almaviva è innamorato della bella Rosina, che abita nella casa del suo anziano tutore , don Bartolo, a sua volta segretamente intenzionato a sposarla. Il Conte chiede a Figaro, barbiere nonché "factotum della città", di aiutarlo a conquistare il cuore della ragazza, alla quale si è presentato sotto il falso nome di Lindoro.
Figaro consiglia al Conte di cambiare personalità e fingersi un giovane soldato ubriaco, cui Rosina si dimostra presto interessata grazie anche ad una bella serenata cantata sotto le finestre della casa dello zio ; il barbiere procura inoltre a Lindoro un foglio che ne attesta la temporanea residenza in casa di don Bartolo e tenta di allacciare i rapporti con Rosina.
Don Basilio, il maestro di musica della ragazza, sa della presenza del Conte di Almaviva in Siviglia e suggerisce a don Bartolo di calunniarlo per sminuirne la figura, e giunge in casa sorprendendo Figaro e Rosina. La ragazza però aveva già scritto un biglietto per Lindoro, ma Don Bartolo si accorge che manca un foglio dal taccuino e striglia Rosina.
Secondo i piani, il Conte d'Almaviva irrompe nella casa di Don Bartolo fingendosi un soldato ubriaco, ma crea una tale confusione che arrivano i gendarmi. Quando però il Conte si fa riconoscere di nascosto dall'ufficiale, i soldati si mettono sull'attenti, lasciando Don Bartolo esterrefatto.

Atto II

Don Bartolo comincia a sospettare per quanto riguarda la vera identità del giovane soldato Lindoro. Giunge il sedicente maestro di musica don Alonso (in realtà sempre il Conte, celato sotto un nuovo travestimento), che afferma di essere stato inviato da Don Basilio, rimasto a casa febbricitante, a sostituirlo nella lezione di canto per Rosina.
Per guadagnare la fiducia dello zio, il finto Don Alonso gli mostra il biglietto che Rosina gli aveva mandato. Nel frattempo giunge Figaro con il compito di fare la barba al padrone di casa. Nonostante Figaro faccia il possibile per coprire la conversazione dei due giovani, Don Bartolo capta le loro parole e caccia tutti. Con lui resta solo Berta, la serva, a commiserare il vecchio padrone.
Don Bartolo fa credere a Rosina, mostrandole il biglietto consegnatogli da Don Alonso, che Lindoro e Figaro si vogliano prendere gioco di lei, e quest'ultima amareggiata acconsente alle nozze con il suo tutore, che prontamente fa chiamare il notaio. In quel momento arriva anche Don Basilio, mentre con una scala Figaro e il Conte entrano in casa dalla finestra e raggiungono Rosina. Finalmente il Conte rivela la propria identità, per chiarire la situazione e convincere la fanciulla della sincerità del suo amore.
Don Bartolo ha però fatto togliere la scala e i tre complici si trovano senza via di fuga. In quel momento sopraggiunge il notaio chiamato a stendere il contratto delle nozze tra Don Bartolo e Rosina. Approfittando dell'assenza temporanea del tutore, il Conte convince lui e Don Basilio (dietro congrua ricompensa) a inserire nel contratto il nome suo in luogo di quello di Don Bartolo. Giunto troppo tardi, a quest'ultimo resta la magra consolazione di aver risparmiato la dote per Rosina, che il Conte di Almaviva rifiuta. Gli amanti coronano dunque il loro sogno.

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