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LE ORIGINI E L'EVOLUZIONE DELLE SOCIETA' DI MUTUO SOCCORSO IN VALTELLINA E VALCHIAVENNA

Le società di mutuo soccorso traggono la loro ispirazione dallo spirito associativo degli uomini che, volontariamente, con contributi periodici, formano un fondo comune da distribuire ai soci bisognosi o da utilizzare in altri modi congegnali all’associazione stessa.
Le unioni di operai costituite con lo specifico fine mutualistico videro la luce in Italia nella seconda metà del secolo scorso, inizialmente in Piemonte e Liguria. A seguito dei moti del ’48, infatti, si sviluppò, su impulso dei borghesi di idee liberali, la volontà da parte degli operai di migliorare il loro status, sia dal punto di vista economico che sotto l’aspetto culturale.
La provincia di Sondrio, come tutta la Lombardia, era stata soggetta all’Austria, la quale non vedeva di buon occhio le libere associazioni e cercava di proibirle o perlomeno di sorvegliarle assiduamente. Per parlare di libere associazioni di lavoratori valtellinesi e valchiavennaschi si dovette attendere l’unificazione italiana.
Il primo congresso tenuto in Lombardia fu l’ottavo, inaugurato il 26 Ottobre 1860 a Milano; vi presero parte 109 delegazioni, rappresentanti 64 Società Operaie della Lombardia, del Piemonte, dell’Emilia e della Toscana.
Il congresso fu molto animato, più che i precedenti, infatti, si manifestarono vive le due tendenze che animavano le associazioni operaie: quella democratica mazziniana e quella moderata, cara alla classe dominante. Vi si parlò di viaggi gratuiti ai delegati, onde potessero partecipare ai congressi non solo gli intellettuali benestanti, ma anche i lavoratori manuali, spesso non in grado di affrontare le spese di una trasferta per l’epoca abbastanza onerosa. Si discusse sullo sciopero, sui possibili accorgimenti da intraprendere per evitarlo senza l’uso della forza, si trattarono argomenti e problematiche di vario interesse come gli orari di lavoro, l’istruzione obbligatoria, i prestiti a interesse agevolato. Ma soprattutto si toccò il tema del suffragio universale, ovvero del diritto di voto per eleggere i rappresentanti in parlamento, e del diritto dei lavoratori di partecipare alla vita politica, considerato da tutti i democratici il mezzo migliore per dare agli operai maggior potere, al fine di risollevarli e riconoscere loro i medesimi diritti spettanti alle classi agiate.
Si può facilmente constatare, allora, come l’iniziativa delle Società Operaie abbia assunto, sin dalle origini, una duplice tendenza: da un lato quella che faceva leva sul “mutuo soccorso” nel senso proprio del termine: l’assistenza in caso di malattia e di invalidità, il sussidio agli anziani e agli orfani ecc; dall’altro quella che mirava fortemente al “riscatto degli operai”, mediante l’istruzione, l’acquisizione della consapevolezza dei propri diritti personali e collettivi, l’ottenimento del diritto di voto, ed anche mediante vere e proprie forme di lotta, come lo sciopero.



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